Il Castello di Barga è situato a quota 410 s.l.m. su uno sperone roccioso,
al centro di una vasta area di sedimentazione lacustre modellata dall'antico
lago pliocenico della Media Valle del Serchio. Cittadina di antiche tradizioni,
risalente all'età longobarda dell'alto medioevo (VI-VIII sec) è
adagiata in posizione suggestiva tra i colli degradanti dell'appennino Tosco-Emiliano
ed il maestoso anfiteatro delle Alpi Apuane, che separa la Garfagnana dalla
Versilia. Alla bellezza dei monti dai netti profili disegnati nella luminosità
del cielo, unisce la varietà dei colori, la dolcezza del clima, la
presenza di insigni opere d'arte, la vivace operosità e la generosa
ospitalità della sua gente.
L'attuale struttura urbanistica del Castello di Barga ha l'assetto tipico
del borgo medioevale protetto da una cinta muraria accessibile da tre porte:
Porta Reale, Porta Macchiaia
e Porta di Borgo. Il grande piazzale del Fosso, antistante la Porta Reale,
deriva probabilmente il suo nome dall'esistenza di un fossato protettivo,
che correva lungo le mura. Porta Reale in antico si chiamava Porta Mancianella
per il suo orientamento verso Manciana, terra dello Stato della Repubblica
di Lucca. Inserita nel perimetro delle mura, la Porta attualmente conserva
la forma originaria ed espone nella facciata esterna lo stemma di Barga.
L'ingresso nel borgo medioevale, con l'uso razionale degli spazi e la conservazione
degli elementi caratterizzanti l'assetto urbanistico e architettonico degli
edifici, nei vicoli e nelle strade tortuose, fornisce all'immaginazione
gli elementi di analogia e di raccordo con l'età comunale (XII-XIV
sec.). Il sistema urbanistico, individuabile attualmente, utilizzava costruzioni
di pietra e strutture più strettamente difensive come torri, edifici
elaborati in altezza con porte e finestre piccole e strette. La planimetria
è rimasta più o meno quella medioevale, segnata dalla ragnatela
delle strade che si apre tra l'irregolarità degli edifici. Seguendo
la Via del Pretorio, a destra e a sinistra, si notano vicoli e carraie,
tratti di edifici più antichi e scorci prospettici, finchè
oltrepassando Piazza Ser Barghesano, appare la visione del Duomo.
Il Conservatorio di S. Elisabetta, antico monastero delle Clarisse, fu fondato
dal Beato Michele Turignoli nel sec. XV. Nel 1788 fu trasformato, da Pietro
Leopoldo Granduca di Toscana, in Conservatorio per l'istruzione delle fanciulle.
L'imponente edificio a pianta rettangolare si sviluppa su tre ordini regolari
con ampia chiostra interna, dotata di ricchissime cisterne. Intorno al perimetro
della superficie corre il fronte delle mura originali del castello di Barga,
costruite nel sec. XVI. Tra gli arredi interni della piccola chiesa delle
monache si nota una bellissima pala d'altare della scuola dei Della Robbia
(XV - XVI sec.) attribuita a Benedetto Buglioni.; di interesse artistico
è il grande Crocifisso del quattrocento, e due quadri di scuola secentesca.
Percorso ancora un breve tratto di strada ed oltrepassato Casa Magri e Casa
Salvi, si giunge nella parte più alta del castello, dominata dalla
mole imponente del Duomo, al quale fanno sgabello le fughe asimmetriche
dei tetti del centro storico, immagine chiusa più lontano, oltre
il verde dei colli punteggiati di paesi e casolari, dalla superba corona
della catena apuana, ricca di marmi.
Fabbrica monumentale costruita a più
riprese dal sec. XI al XVI è l'esempio più insigne dell'architettura
romanica in Valle del Serchio.
Il Duomo è costruito in chiari blocchi di alberese delle cave di
Barga; si tratta di un calcare che acquista tonalità e sfumature
diverse a seconda che sia esposto alla pioggia o alla luminosità
dei raggi solari. La facciata principale è l'antico fianco rimaneggiato
della primitiva chiesa del Mille, orientata a nord-ovest e costituita da
un unico ambiente di proporzioni assai ridotte. La porta maggiore è
ornata lateralmente da due esili colonne alla cui sommità si trova
un leone aggettante sulla mensola. L'arco è decorato con motivo di
foglie di acanto fortemente stilizzate. L'interno a tre navate su schema
basilicale denuncia i successivi ampliamenti resi necessari dalle accresciute
necessità della comunità. L'illuminazione del tempio diffusa
dalle finestre frontali e laterali, strette e profonde, conferisce all'ambiente
un tono austero e suggestivo di penombra, che invita alla pietà religiosa
con il linguaggio dell'arte. Della chiesa originaria rimangono le bellissime
acquasantiere (sec. XII o XIII) ed il frammento di un affresco che orna
la prima colonna a destra e raffigura S. Lucia. Ancora a destra si nota
il fonte battesimale, una vasca esagona arricchita dalla statua di S. Giovanni
Battista (sec. XIV o XV). L'ambone, ritenuto opera di Guido Bigarelli da
Como, è un pregevole esempio dell'arte dei maestri comacini; il sistema
di decorazione utilizza sia l'intarsio che il bassorilievo.
Le facciate del pulpito rappresentano scene sia del Vecchio che del Nuovo
Testamento. Il Santo Patrono (S. Cristoforo) campeggia dietro l'altare maggiore
con l'imponenza della sua altezza (m. 3,50); è una statua di legno
policromo appartenente al periodo altomedioevale. La cappella di destra
è interamente occupata dalle Terre Robbiane.
La cappella di sinistra è dedicata alla Madonna del Molino; la venerata
immagine opera di autore ignoto del sec XIV è inserita nella parte
superiore di una grande tavola del sec. XVI raffigurante Barga nel 1500,
in cui sono individuabili edifici ancora esistenti. La porta laterale del
fianco nord-ovest ha una struttura simile alla porta principale. Tutto il
terrapieno che circonda l'edificio religioso poggia sul rinforzo di poderosi
muraglioni un tempo muniti di merlatura e robuste porte d'accesso, in modo
da costituire una vera e propria acropoli a difesa dei due edifici più
importanti di Barga: il Duomo e il Palazzo Pretorio che chiude a nord il
limite del grande prato e che fu residenza del Commissario di Firenze dal
1341 al 1859. Attualmente è sede del Museo Civico.
L'edificio è dotato di grande loggia e decorato dagli stemmi di alcuni
Governatori di Barga. Nell'interno si trovano la sala delle udienze e, al
di sotto, le vecchie prigioni, mentre sul muro esterno sono visibili le
antiche misure standard della comunità, usate come campioni in caso
di controversie: lo staio, il mezzo staio e il braccio fiorentino.
Il grande prato che circonda il Duomo conserva nel nome di Arringo il significato
storico del luogo adibito alle assemblee della comunità medievale.
Dal piazzale del Duomo, per un'ampia scalinata, si scende alla Chiesa del
SS. Crocifisso.
La Chiesa del SS. Crocifisso è uno dei più antichi edifici religiosi
esistenti nel centro storico. La facciata è di gusto tardo cinquecentesco
tripartita dall'ornato di quattro lesene in arenaria e coronata da timpano.
Sull'architrave della porta maggiore è inserita un'iscrizione in
lingua latina con la data riferibile probabilmente ad un rifacimento (sec.
XV). La decorazione in pietra serena, simile nelle finestre e nella porta
principale, ricava due nicchie accoglienti a destra la statua marmorea di
S. Giovanni e a sinistra quella di S. Caterina; la dedica al SS. Crocifisso
è esplicitata dall'iscrizione posta in alto. L'interno è a
tre navate; gli elementi decorativi in stucchi e oro non sono mai sovrabbondanti
e lasciano alla fastosa realizzazione dell'altare maggiore il legittimo
posto di autorevole opera artistica. Un bell'esempio di coro ligneo delimita
l'area presbiteriale ricca del prezioso arredo dell'altare in legno intagliato.
L'insieme accoglie la venerata immagine del SS. Crocifisso ed, in basso,
teche e reliquiari.
Da via della Speranza si scende all'altra porta del castello di Barga.
La più grande delle porte, è così
denominata in quanto apre alle grandi macchie e boschi dell'Appennino Tosco-Emiliano.
Costruita in pietre squadrate, fino al terremoto del 1920 ha conservato
la stanza per l'alloggio del corpo di guardia. Oltre Porta Macchiaia si
estende il sobborgo della Fornacetta, che deve il suo nome all'esistenza
di fornaci di terracotta. Dalla Porta Macchiaia si dipartono due vie, una
delle quali costeggia la muraglia del centro storico e volge verso l'abitato
esterno alle mura, oltrepassando il Rio Fontanamaggio sul ponte dell'antico
acquedotto del sec. XV. Solida costruzione in pietrame assicurava il rifornimento
di acqua alle fonti pubbliche del centro storico. La fuga in elevazione
di arcate classiche fa da sfondo e da cornice suggestiva al verde Parco
Kennedy, occupante il vecchio fossato del borgo medioevale.
Da Porta Macchiaia, rimanendo all'interno del centro storico, si segue Via
di Mezzo e costeggiando vecchi edifici si giunge in Piazza Garibaldi, dominata
dal maestoso edificio di Palazzo Balduini (sec. XVI), costruzione privata
fatta erigere dal barghigiano Balduino Balduini, vescovo di Aversa, "fisico"
e domestico del Cardinale Del Monte, futuro Papa Giulio III.
Subito dopo si apre Piazza Salvo Salvi, perimetrata dalla Loggia dei Mercanti
e da Palazzo Pancrazi, oggi sede dell'Amministrazione Comunale, opere interamente
realizzate nel corso del 1500. La Loggia dei Mercanti, edificio elevato
su agili colonne che sostengono le strutture di legno della trabeazione
fu costruita verso la metà del 1500, quando Cosimo I dé Medici
istituì il mercato di Barga (1546) i cui maggiori prodotti dovevano
essere il sale e la seta. In facciata, sul lato sinistro, figura un leone
di pietra, simbolo della sudditanza politica a Firenze. Il Palazzo Pancrazi
fu edificato dal ricco mercante Martino Pancrazi, secondo lo stile dell'architettura
fiorentina. Le fondazioni di Palazzo Pancrazi sono parte integrante delle
Volte dei Menchi, poderosa struttura contigua all'omonimo edificio, che
assolvono la duplice funzione di collegamento fra Vicolo del Comune
e Via di Borgo.
La Via di Borgo scende verso l'uscita del centro storico, dove esisteva
la porta di Borgo, demolita nel 1835, per permettere l'apertura della nuova
strada di circonvallazione di Porta Reale.
Da Piazza Salvo Salvi si passa in Piazza Angelio, dedicata all'illustre
umanista Pietro Angeli (1517-1596), chiamato da Cosimo I de' Medici a Firenze
ad illustrare e consolidare con le sue opere i fasti del nascente principato.
Il busto marmoreo dell'illustre personaggio è posto sulla facciata
dell'omonimo palazzo. Le armoniose proporzioni di Piazza Angelio, accentuate
dalle classiche linee di vetusti edifici, conferiscono allo spazio il decoro
di un grande salotto all'aperto, utilizzato ancor oggi per le manifestazioni
culturali come il festiva lirico Opera Barga, Barga-Jazz e le feste tradizionali
del folclore popolare. Più avanti a sinistra, proseguendo per Via
di Mezzo si trova il Teatro dei Differenti, costruito nel 1795, su uno precedente
del 1689, dall'Accademia dei Differenti, promossa e sostenuta dai favori
medicei. Leggiadre decorazioni settecentesche e tre ordini di palchi abbracciano
lo spazio interno. Il 26 novembre 1911 il poeta Giovanni Pascoli tenne,
in questo teatro, il discorso "La Grande Proletaria s'è mossa",
in occasione della guerra di Libia e della ripresa coloniale italiana. Una
lapide posta all'ingresso dell'edificio ricorda l'avvenimento.
Lungo Via di Mezzo si affiancano palazzi settecenteschi: il palazzo dei
nobili Bertacchi, dimora dei granduchi di Toscana nelle brevi visite fatte
a Barga, il palazzo dei Conti Pieracchi, il palazzo Mordini ed altri.
La chiesa della SS. Annunziata è uno dei più belli edifici religiosi del centro storico: prese il titolo quando la venerata immagine della Vergine Annunziata fu sistemata in questa sede. La planimetria è a croce latina con vasta navata longitudinale e finte colonne appoggiate alle pareti. La facciata ha due ordini sovrapposti di cui il superiore è coronato da timpano e decorato in elevazione da due vasi in pietra. Costruita nel 1595 la chiesa denuncia nell'uso decorativo degli stucchi e dell'oro, l'appartenenza all'età barocca. L'altare di destra mostra una tela "Madonna con Bambino e Santi" di Baccio Ciarpi (1574-1654), pittore barghigiano autore di opere a carattere religioso presenti anche a Pisa, a Cortona, a Roma. Nel coro, posto in leggera sopraelevazione, i grandi affreschi a parete narrano lo Sposalizio della Vergine e la Presentazione al tempio di Gesù. Fuori dal perimetro del centro storico, lungo l'antica via ducale che collegava Barga con il fondo valle, si trova la Chiesa di S. Francesco, dell'omonimo convento del XV secolo.
L'importanza della chiesa di S. Francesco è resa più rilevante dalla presenza di terrecotte invetriate attribuite alla bottega di Andrea Della Robbia (1453-1525). Le opere robbiane presenti in questa chiesa sono databili agli ultimi anni del 1400 ed ai primi del 1500.